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Il Presidente dell’associazione O.S.A. testa il “moto ondulatorio” delle coscienze

Quante volte ci è capitato di dover subire, ad opera di orde di tifosi violenti, insulti sulla nostra divisa, sulle nostre madri e sorelle; di ricevere da sopra gli spalti sassaiole, petardi, gavettoni di acqua e di altri liquidi non meglio identificati. E noi sempre  impassibili e professionali.
Quanti “illeciti domenicali” o di altro tipo, visti impuniti per un indulgenza incomprensibile, e quanti rospi amari ingoiati affinché il servizio di ordine pubblico potesse concludersi senza problemi ed incidenti. Ed ora?

Ora che si manifesta in nome ed in difesa della Costituzione, scritta col sangue dei nostri avi, si assiste ad un rigore esagerato mai visto prima, fatto di pesanti cariche, dispersione del dissenso con l’uso degli idranti e manganelli, Daspo per un banchetto di qualche ora dove regna l’abusivismo, e un susseguirsi di divieti sempre più stingenti.

Vengono feriti e gelati molti corpi ma, ancor di più, vengono ferite e raggelate le “coscienze” di quegli operatori delle FF.OO. che sanno che stavolta la Giustizia è quella che cammina in piazza, dalla parte del Popolo oppresso.

La voce della coscienza…possibile che per molti sia una voce così lontana, impercettibile e  facile da soffocare? E una volta soffocata o svenduta  cosa diviene un uomo o una donna senza “coscienza”?  Resta un involucro materiale e materialista senza la parte più nobile: quella spirituale.

Un appartenente alle FF.OO. non dovrebbe mai addormentare la “coscienza”, poiché cadrebbe immediatamente in una contraddizione interna: non sarebbe più in grado di onorare quell’atto prettamente “spirituale” dato dal giuramento di fedeltà alla Costituzione ed alla Nazione a suo tempo prestato.

Un esecutivo che impiega le FF.OO. come marionette di sua proprietà e che lacera sempre più le “coscienze” dei tutori dell’ordine che, tolta la divisa, rincasati dal servizio, si siedono a tavola, occhi bassi,  con quegli stessi familiari e amici, inermi cittadini, poc’anzi percossi con inique manganellate, unicamente colpevoli di aver manifestato anche per la nostra libertà, che autorevolezza ha?

In tale contesto l’associazione O.S.A., composta per la maggior parte da donne e uomini delle FF.OO., evidenzia come gli accadimenti sembrino dimostrare sempre di più un fallimento politico della classe dirigente che rischia di condurre il paese verso un baratro normativo, economico, sociale e di disgregare l’ordine pubblico. A quel punto cosa si farà? Sempre più violenza e repressione?

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