L’oppressione premeditata – Cittadini e OSA in piazza

È ormai davvero difficile tenere il conto di tutte le manifestazioni che incessantemente si susseguono e si sovrappongono in tutte le piazze d’Italia dove è anche presente l’associazione O.S.A. (Operatori per la Sicurezza Associati).
Ma chi è O.S.A. e soprattutto cO.S.A. vuole e che c’entra con le pacifiche proteste che dal settentrione al meridione animano le coscienze degli onesti cittadini che chiedono soltanto l’applicazione integrale della nostra Costituzione ed il conseguente ripristino dello stato di diritto?
Per i lettori che si sono assopiti con la Democrazia e che lentamente si risvegliano nell’incubo di una “Dittatura mascherata” (monouso e di diversi colori oppure FFP2 o FFP3), diremo che O.S.A. è un’associazione liberamente aperta a tutti i cittadini e che viene storicamente fondata nell’agosto del 2021 da un audace gruppo di Poliziotti ai quali fanno seguito tutte le altre Forze dell’Ordine (Carabinieri, Finanzieri, Militari, Vigili del Fuoco, Polizia Penitenziaria e Polizie locali). Tutti accomunati da un unico ideale: la fedeltà al giuramento a suo tempo prestato: “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e le leggi…”. Le FF.OO. sono al servizio dei cittadini e questi ultimi, in ragione della loro capacità contributiva, pagano lo stipendio anche alle FF.OO., al fine di servire la nazione nella fedeltà alla Costituzione ed alle leggi dello Stato. Ultimamente accade che i cittadini scendono in piazza per rivendicare pacificamente i loro sacrosanti diritti e, nonostante le manganellate e gli idranti, O.S.A. sta dalla loro parte.
Riteniamo, cittadini e O.S.A., di essere stati raggirati da un abile gioco di prestigio, mascherato dalle più nobili intenzioni, che oggi si palesa nella sua triste verità: una pandemia orchestrata a tavolino mediante un virus ingegnerizzato in laboratorio; dei protocolli sanitari sconcertanti (tachipirina e vigile attesa di morire); il business milionario delle multinazionali farmaceutiche le quali vendono ai governi di tutto il mondo il tanto agognato farmaco miracoloso, ma sperimentale, acquistato con i soldi dei cittadini; la pressante campagna di vaccinazione di massa, amplificata con tecniche di telemarketing, e i taciuti effetti collaterali del siero magico che viene tuttavia somministrato previo rilascio della liberatoria. Infine, per i più indomiti, vi è l’imposizione indiretta tramite il ricatto del green pass. Il green pass come fine ultimo e non come mezzo di contrasto alla falsemia. Il green pass come attentato al diritto al lavoro e indiretto strumento di licenziamento, perché senza green pass non vi è formale licenziamento ma sospensione, comunque senza stipendio in entrambi i casi. Oggi, In nome del green pass e della finta emergenza pandemica, ci viene chiesto di accettare la somministrazione di un farmaco sperimentale. E domani? In nome del green pass e di una nuova emergenza, per esempio ambientale, ci sarà forse chiesto il suicidio programmato?
L’associazione O.S.A. non ci sta. Ed è per questo che è presente in tutte le piazze dove i cittadini chiedono l’abolizione del green pass, oltraggio alla dignità umana, e il ripristino dello stato di diritto. Il passaggio dalla democrazia alla dittatura del Comitato Tecnico Scientifico si realizza esattamente con le modalità che quotidianamente viviamo: una situazione di emergenza artificiosamente reiterata che insinua nell’opinione pubblica il convincimento che sia necessario forzare “un poco” l’ordinamento giuridico al fine di poter essere finalmente “liberi tutti”…e fu così che ci trovammo “schiavi tutti”.
L’associazione O.S.A. sta al fianco dei cittadini, si fa portavoce e interprete delle loro istanze e di quelle delle FF.OO. che non si riconoscono in questa ipotesi di novo ordine mondiale (N.W.O.). Chiediamo, insieme, l’applicazione integrale della Costituzione della Repubblica Italiana, che solo formalmente risulta in vigore nella sua integralità ma che, sostanzialmente, risulta abrogata dai trattati europei di stampo neoliberista, purtroppo considerati fonti del diritto ad essa sovraordinati. A conferma di ciò si potrebbe riscrivere l’articolo 1, senza correre il rischio di precipitare in inverosimili esagerazioni: “L’Italia è una Repubblica Direttoriale (CTS) fondata sul green pass. La sovranità non appartiene più al popolo ma alle istituzioni europee, che la esercitano…, eccome se la esercitano!

Virgilio “Virgilius”

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